Mia nonna -per le notizie- in cariola

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Rock Sound (Giugno/Luglio), [articolo trascritto]
view post Posted on 22/8/2008, 11:20Quote
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lalalalalala.

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 20/11/2009, 22:36


L'ascesa dei Bullet For My Valentine è stata veloce e dopo appena due album, i gallesi sono ormai sono diventati delle stelle del firmamento metal.
Intervistati su queste pagine già qualche mese fa, abbiamo ora l'occasione di fargli qualche altra domanda per scoprire qualcosa in più..

Forse è il caso di rinfrescare la memoria su come vi siate conosciuti. Giusto per i nuovi fan che vi hanno ascoltato solo con l'ultimo "Scream aim fire"...
Michael "Moose" Thomas:
Io e Jay (Jason James, il bassista) ci conosciamo da anni. E' stato il mio primo vero amico. Entrambi siamo originari di una valle denominata Ogmore Vale, dove abbiamo frequentato la stessa scuola elementare. Matt (Matthew Tuck, voce) e Padge (Michael Padget, chitarre) li ho poi incontrati alle scuole medie. Con Matt ho suonato sin da quando avevo 15 anni, ma allora mi dedicavo alla chitarra. Il gruppo che avevamo formato si chiamava Trauma. Non mi piaceva molto quel ruolo così decisi di mollare le sei corde. Non penso che Matt fosse felice della mia decisione, comunque finii per suonare la batteria con Padge, ma anche questo non durò. Quando ho raggiunto l'età del college ho incontrato di nuovo Matt ed è stato allora che abbiamo deciso di rimetterci insieme a suonare, formando questo gruppo che si chiamava Jeff Killed John.

Ti ricordi qualcosa di particolare di quella band?
MMT:
Che ricordi ho dei Jeff Killed John? Litigate, lunghe session di prove, diversi viaggi a Londra per cercare un'etichetta. Per due anni abbiamo tentato di trovare un contratto discografico decent. Purtroppo, a causa del genere musicale che suonavamo ci siamo trovati molte porte chiuse. Eravamo cresciuti ascoltando Metallica, Testament, Iron Maiden e Judas Priest: erano queste le band che ci influenzavano. Ma in quel periodo l'attenzione di tutti era per la scena nu metal, così cambiammo registro. Non durò molto perchè fortunatamente capimmo che forzarci in quel modo non era la strada giusta da seguire. La cosa migliore era scrivere la nostra musica in maniera nuturale.

Parlando di nuovi gruppi, il successo di band connazionali come Lostprophets e Funeral For A Friend vi ha ispirato in qualche modo?
MMT:
Beh, come dicevo il fatto che gruppi come quelli stessero ottenendo successo ci aveva fatto pensare. Gli siamo sempre stati accanto e credevamo che, seguendo le stesse orme, un giorno cel'avremmo fatta anche noi. Siamo buoni amici con i Funeral, siamo stati in tour assieme per circa tre settimane e ci siamo divertiti un casino. Matt Davies non beve alcolici, ma al contrario di Ryan è un gran bevitore e con lui ho fatto delle grandi sbronze. Ci piace molto bere in compagnia, di tutto un po': Guinnes, Jack Daniels, Vodka, Jagermeister... Jay, se ne avesse la possibilità, si berrebbe un bar intero!

Quanto tempo ci avete messo a comporre i pezzi del nuovo disco?
MMT:
Di solito non ci mettiamo molto a scrivere i pezzi. La cosa che ci impegna sempre è il perfezionamento della parte riguardante i cori. Un brano può richiedere circa 15 minuti per essere scritto, ma per sistemarlo ci vuole circa una settimana. Tenendo poi conto delle richieste dell'etichetta, alla fine dobbiamo sempre darci una tempistica precisa per non perdere troppo tempo.

Che tipo di tematiche vi piace esplorare nelle vostre canzoni?
MMT:
A Matt piace scrivere canzoni d'amore, ma con un tocco estremamente dark. Credo che il 90% delle storie contenute siano inventate, anche se Matt è sicuramente uno che ha successo con le ragazze e di storie ne avrebbe da raccontare! E' comunque importante per noi costruire una sorta di connessione con i fan, parlare di cose in cui si riconoscano. Ad esempio "Waking The Demon" parla del bullismo nelle scuole, una cosa che io e tutti i ragazzi abbiamo subito. Il pezzo parla di ribellione verso questo tipo di atteggiamento oggi così tremendamente attuale.

All'inizio hai citato i nomi di vere e proprie icone dell'heavy metal. Quali sono gli altri gruppi che vi piacciono?
MMT:
Gli Iron Maiden sono sempre al top. Vederli suonare dal vivo è sempre una figata. Se invece devo citare un nome nuovo ho qualche difficoltà. Non vedo cose entusiasmanti in giro. I Trivium sono forse quelli a cui do più credito. Sono simpatici e mi piace come suonano.

Con il successo puntualmente arrivano anche le critiche. Come avete risposto ai fan che vi accusavano di essere venduti e di aver ammorbidito il vostro suono?
MMT:
Non ci preoccupiamo di quello che dicono gli altri. Non ci siamo mai collocati in un genere ben preciso e quindi non abbiamo mai dovuto rispondere a un vero pubblico di nicchia. La musica che facciamo è per noi stessi e se non piace agli altri, beh, di certo non ci rovinerà la vita. Anche se siamo riconoscenti con la gente che ci segue e ci supporta, non vogliamo farci condizionare dalle richieste. Vogliamo coltivare la nostra passione e se verremo apprezzati per questo, allora ne saremo onorati

Durante la conversazione con il batterista "Moose" , giunge anche il cantante Matthew "Matt" Tuck che prontamente si infila nella conversazione. E' l'occasione per fargli qualche domanda personale, anche riguardo ai passati problemi di salute...

Nell'estate 2006 ti sei dovuto ricoverare per operarti alla gola. A un paio d'anni di distanza come stai?
MT:
Ora sto bene, ma quello è stato un gran brutto periodo. Avevo le tonsille sempre in fiamme, sembravano due palle da golf e ciò si stava ripercuotendo pesantemente sulla mia voce. Spesso avevo la febbre, per cui è stato meglio porre un rimedio per non rovinarmi la carriera. Prima di registrare "Scream aim fire" ero arrivato al punto di pensare di non poter più andare avanti. Cosa diavolo avrei fatto senza la mia voce? Sono un cantante e non so fare altro! Quando mi alzavo la mattina tentavo di cantare, ma la voce non c'era! La cosa è durata otto mesi, ma dopo l'operazione ho recuperato giusto in tempo per le session di registrazione.

E gli altri tuoi compagni cosa hanno fatto? Ti erano vicini in quei momenti?
MT:
Tutti i giorni! Mi hanno sempre sostenuto, anche nei momenti difficili. Sono degli amici!

Durante le registrazioni ti sei accorto di qualche cambiamento nella tua voce?
MT:
In effetti qualche piccolo cambiamento l'ho notato, ma ho preso l'occasione per sperimentare sui vocalizzi e tentare qualche evoluzione canora.

Quindi oggi stai molto più attento a come tratti la tua voce...
MT:
Certo. Mi avvalgo di un vocal coach, di insegnanti che mi aiutano e mi consigliano il giusto modo per cantare e respirare... Il problema in sè non è quello di gridare, bensì quello di cantare normalmente, in maniera pulita. Molti cantanti trascurano gli aspetti dell'esercizio vocale, della giusta impostazione del respiro nel canto, quindi è facile prendere cattive abitudini che nel lungo periodo possono creare probelmi alle corde vocali.

Moose diceva che ti piace scrivere canzoni d'amore...
MT:
Sì, ma in questo nuovo disco la maggior parte dei testi è isparato dai problmi di salute che ho avuto. Oltre che fisicamente, mi hanno condizionato anche mentalmente. Sono caduto spesso in depressione e ciò si è riflesso anche sul songwriting e nell'umore della band. Il brano più personale a riguardo è "Deliver us from Evil": un pezzo che trasuda di frustrazione da tutti i pori. L'unico brano che non ha nulla a che fare con i sentimenti personali è la titletrack. Parla della guerra. Potrebbe sembrare un discorso egoista, ma io non partirei mai per il fronte! Ammiro i ragazzi che fanno questa scelta per proteggere la propria patria, ma io non lo farei.

"Take it out on Me" è stata scritta con Benji Webbe degli Skindred: come è nata questa collaborazione con tra voi?
MT:
Conosciamo Benji da diversi anni, è un amico. In quel mentre, quando stavamo registrando il prezzo, si trovava nei paraggi. Ero completamente bloccato sul canto e non sapevo cosa fare. E' stato allora che Benji mi è venuto in soccorso. Gli ho dato la versione strumentale e gli ho dato la versione strumentale e gli ho detto di lavorarci su, poteva venire fuori un buon duetto. Il giorno dopo si è ripresentato in studio con la sua parte registrata: era perfetta!

Ultimamente siete stati parecchio in giro e avete diviso il palco con Guns N' Roses, Metallica e Iron Maiden. Quali sono le vostre sensazioni?
MT:
Siamo ancora eccitatissimi per queste esperienze. Ci hanno motivato e resi più ambiziosi di prima. Abbiamo diviso il palco con delle leggende del rock e se mai riuscissimo ad arrivare al loro livello, per noi sarebbe il massimo! Ma sapete una cosa? Anche se dovessimo smettere di suonare domani saremmo lo stesso felici. Siamo orgogliosi dei traguardi che abbiamo raggiunto e abbiamo l'impressione di stare vivendo i momenti migliori della nostra vita.
www.myspace.com/bulletformyvalentine

BFMV: THE COMICS
Per dare maggior forza al loro nuovo album, la band gallese ha deciso di rivolgersi al mondo dei fumetti, facendo interpretare allo scrittore/disegnatore Tom Manning ogni brano della scaletts di "Scream aim fire". Sul sito www.safethecomics.com fino ad ora sono state pubblicate le storie di "Scream Aim Fire", "Eye of the Storm", "Heart Burs into Fire", "Waking the Demon" e "Disappear Art". Manning ha promesso di postare altri lavori con cadenza regolare. Tenetelo d'occhio!


Edited by Nena_x_aneN - 23/8/2008, 17:23

E' il nome piùbbello presente in Netlog.


Satana non è dentro un plettro per chitarra:
è dentro tutti noi, è QUI dentro, nei vostri cuori.
E' quello che non ci fa avere voglia di lavorare o fare ginnastica, o dire la verità.
E' quello che ci fa aver voglia di fare festa e fare sesso l'un l'altro tutta la notte.
E' quella vocina nella mente che dice "vaffanculo" alle persone che odiate.

[Cit.]



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